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Tara Fares e le Veneri violate di Baghdad

Dopo Zeinad Sekanvaand, un altro simbolo del riscatto femminile nel mondo islamico è caduto sotto i colpi della violenza maschilista, quella furia gonfia di risentimento che non perdona la donna che osa trasgredire le severe prescrizioni della Sharia. Ma che, soprattutto, non perdona la bellezza ostentata dalla donna, il suo rifiuto di censurarla sotto il velo: quella stessa bellezza che, per chi ha un autentico senso religioso, è prova dell’esistenza di quel Dio che i boia della Sharia dicono di onorare.

Tara Fares era una fotomodella, ex Miss Baghdad, che, come milioni di sue coetanee, postava foto di repertorio e selfies su Instagram, talvolta col cellulare in mano, nella classica posizione da “Specchio delle mie brame”. Famosa influencer in tutto il Medio Oriente, aveva milioni di followers, ammiratori e ammiratrici. Questa innocente civetteria femminile non le è stata perdonata dai bigotti che impartiscono la benedizione a suon di Kalashnikov, così come non le è stata perdonata la fama che la rendeva un simbolo troppo pericoloso di emancipazione femminile, un cattivo esempio per tutte quelle musulmane che, per essere vere credenti, devono anzitutto umiliare la propria bellezza e capacità di seduzione.

Così, pochi giorni fa, Tara è stata vigliaccamente uccisa a colpi di pistola mentre era alla guida della propria auto, secondo il più classico copione di attentato terroristico-mafioso, terza vittima

femminile in quel Paese che gli Stati Uniti hanno invaso, convinti di esportarvi la democrazia come si esportano le lattine di Coca Cola, ma che è ancora sotto la minaccia degli estremisti.

Le altre due donne uccise, poche settimane prima, erano Rafeef al-Yaseri, chirurgo plastico e star televisiva, soprannominata “La Barbie dell’Iraq”, e Rasha al-Hassan, nota conduttrice di telegiornali.

La lenta crocefissione delle donne islamiche continua…

https://www.vanityfair.it/news/cronache/2018/09/28/iraq-uccisa-a-colpi-di-pistola-miss-bagdad

Tara Fares

Rafeef al-Yaseri

Rasha al-Hassan

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