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A Bologna va in scena il femminismo suicida.

Ieri a Bologna è stata indetta da Forza Nuova una manifestazione contro la costruzione della moschea, che verrà realizzata col beneplacito del Sindaco Merola e dell’Arcivescovo Zuppi. Alla dimostrazione ha partecipato anche il leader di FN Roberto Fiore, che ha tenuto un’appassionata arringa in favore della difesa dei valori occidentali. Il Segretario Regionale del PAI (Partito Anti Islamizzazione), Andrea De Tomasi, nel suo intervento ha parlato di una “nefasta diarchia Merola – Zuppi”, sottolineando le gravi responsabilità della Curia bolognese nello spianare la strada all’islamizzazione della città.

Contemporaneamente si è tenuta, come da copione, una contro-manifestazione di alcuni esponenti dei centri sociali di sinistra, che strombazzavano a favore della “Bologna meticcia” e della “diversità”, puntualmente negata quando va contro i dettami del politically correct e del “paradiso multietnico”.

Quello che però ha rasentato il ridicolo è stata la presenza alla contromanifestazione di diverse femministe del collettivo “Non una di meno”, anche loro diligentemente impegnate a starnazzare contro il razzismo, l’immancabile Salvini e l’islamofobia.

Quello che penso del patetico concetto di islamofobia l’ho già scritto nel primo articolo di questo

sito e dunque non starò a ripetermi, mi interessa piuttosto qui rilevare la sconsolante contraddizione tra chi dice di lottare per la libertà e i diritti delle donne e poi appoggia apertamente la costruzione di una moschea nella quale si predicherà la Sharia, ovvero la legge islamica che, da 1400 anni,

predica l’inferiorità della donna e la sua sottomissione all’uomo. Quali siano le conseguenze della Sharia sulla vita delle donne, ancora oggi nel mondo islamico, lo si potrà evincere anche solo dal mio post precedente dedicato all’esecuzione di Zeinab Sekanvaand in Iran. Dunque mi chiedo quale possa essere la molla che spinge donne, quasi sempre di buona cultura e che dedicano tempo ed energie al nobile ideale dell’emancipazione femminile, ad avallare una religione, nonché ideologia politica, che le spazzerà via dalla scena politica, non appena avrà consolidato il proprio potere.

Se la storia, alla quale i marxisti tributano un culto da fare invidia a quello per Padre Pio, può ancora insegnarci qualcosa, allora si deve prendere atto di come gli islamisti siano sempre riusciti ad avvantaggiarsi delle forze di sinistra al fine di rovesciare regimi dittatoriali e corrotti Salvo poi instaurarne di peggiori, sotto l’egida della Sharia: è successo in Iran subito dopo la Rivoluzione Islamica di Khomeini, allorché i comunisti, dopo essere stati usati dagli islamisti, sono finiti giustiziati, incarcerati o esiliati. E’ successo in Libia con la caduta di Gheddafi, che ha spalancato le porte all’ISIS, e sarebbe potuto accadere anche in Siria, se non fosse intervenuta la Russia.

Possibile che certe femministe, a parole così progressiste, godano così tanto nel farsi manipolare e usare da una teocrazia ferma al medioevo, per poi essere gettate nella spazzatura come bambole gonfiabili sfondate?

Qualcuna delle gentili donzelle di “Non una di meno”, potrebbe per favore spiegarmi l’arcano, prima che le venga per sempre tappata la bocca dal Burqa?

Per saperne di più:

http://www.bolognatoday.it/cronaca/forza-nuova-moschea-san-domenico.html

E poi, a Roma qualche mese fa, il “femminismo” che fa rima col sessismo:

https://www.youtube.com/watch?v=tN59G89GFV8

La manifestazione contro la moschea di Bologna:

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