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Bulgaria: intervista al Colonnello Vladimir Rusev

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Intervista del 2016, forse un po’ troppo lunga ma interessante, al Col. Vladimir Rusev, capo dei Volontari bulgari che pattugliano il confine con la Turchia per bloccare i clandestini. A fine pagina i link ad alcuni servizi televisivi sui Volontari e il loro riferimento suFb.

Si ringrazia la pag. Fb

https://www.facebook.com/Osservatorio-Europeo-Movimenti-Euroscettici-e-Anti-Immigrazione-923755991070867/

per averci concesso la pubblicazione dell’intervista.

 

Circa un mese fa ho postato un articolo sui corpi di volontari, militari e civile, approvati da Governo Bulgaro, che pattugliano il confine tra la Turchia e la Bulgaria, cercando di intercettare i “profughi” che entrano in Europa. La traversata è resa difficile da ostacoli naturali che però non scoraggiano i gli invasori: la polizia di frontiera bulgara infatti dispone di poche centinaia di agenti che si trovano davanti il compito di pattugliare circa 250 di km di confine con la Turchia. Da cui la necessità di farsi supportare da volontari, bulgari o di altre nazioni europee, con il benestare delle autorità nazionali.

Ho avuto il piacere e l’onore di intervistare via Internet l’uomo che ha fondato e coordina i gruppi di volontari in questione, il Luogotenente ColonnelloVladimir Rusev, che ringrazio per aver risposto pazientemente ed in modo esaustivo alle numerose domande.

1)

Posso chiederLe se, in questa attività, è supportato da altri suoi Colleghi dell’esercito bulgaro?

Sì, ci sono parecchi volontari dell’Esercito e della Polizia che si stanno unendo ai nostri gruppi, in numero sempre crescente. Si stanno rendendo ormai conto che la guerra civile europea contro gli invasori islamici è ormai imminente e vengono a darci una mano.

2)

Quanto imminente, Colonnello?

Non vorrei sembrare catastrofista ma, in base alle informazioni che riceviamo sia in Bulgaria che dall’estero, tramite canali riservati, sarà una questione di un anno, massimo un anno e mezzo da oggi.

3)

Che tipo di guerra sarà? Di massa o in stile guerriglia?

Propendo per la seconda ipotesi: attentati a raffica che costringano la popolazione civile ad un regime di paura e di segregazione. Non possiamo farci cogliere impreparati! La difesa personale è un diritto in tutte le legislazioni del mondo e non vedo perché noi europei dobbiamo rappresentare l’eccezione, suicida, a tale regola aurea!

4)

Ciò che Lei ha appena detto mi induce a una riflessione sul pacifismo, che troppo spesso viene invocato fuori luogo: si può essere pacifisti sul piano personale, ovvero se un nemico mi attacca posso decidere di non reagire violentemente, sperando che desista. Ma se la violenza colpisce un indifeso allora il “pacifismo” è vigliaccheria, anzi peggio: è complicità con l’aggressore! Oggi gli indifesi sono i milioni di cittadini europei che devono sopportare, in silenzio e rassegnazione, un’invasione che sta portando terrorismo, criminalità, violenza sessuale, delinquenza da strada e degrado nelle nostre capitali. E’ d’accordo con la mia analisi, Colonnello?

Sì, la condivido assolutamente

5)

Grazie! Quanti volontari, in media, avete, e per quanti giorni si rendono disponibili?

Anzitutto devo precisare che abbiamo due organizzazioni, una composta da militari, la “Unione Militare Bulgara Vasil Levski” (dal nome di un grande patriota ed Eroe Nazionale bulgaro, n.d.r.: https://it.wikipedia.org/wiki/Vasil_Levski), e la SHIPKA, che invece raggruppa i volontari civili, bulgari e stranieri.

Poi bisogna distinguere tra i nostri supporters, che sono ormai quasi 40.000, e i volontari che pattugliano costantemente il confine, almeno un migliaio tra civili e militari, con punte anche più alte nei giorni festivi. Il tempo che dedicano a questa attività infatti coincide generalmente con il weekend o le ferie, ma ci siamo organizzati in modo che, quando uno deve rientrare al lavoro, venga sostituito da qualcun altro, così da tenere…serrate le fila, per usare una metafora militare!

La nostra è una grande famiglia, molto ben organizzare anche nella vita civile e i ragazzi si mettono spontaneamente d’accordo su chi farà i vari turni.

Molti supporters però non possono partecipare, sia perché vivono in altre nazioni, sia per motivi di lavoro, famiglia, età, ecc. In tal caso ci aiutano con offerte di denaro o di materiale adatto alla sopravvivenza all’aperto. Sacchi a pelo, anfibi, tute mimetiche, tende, torce elettriche, tutto può fare comodo!

6)

Qual’è la posizione del governo Bulgaro nei vostri confronti?

Neutra, l’importante è che rispettiamo la legge, non commettiamo atti di violenza ingiustificata, mantenendo un alto codice etico nella nostra attività. Tenga presente che siamo regolarmente registrati come associazione, sia sul piano militare che su quello civile,

e che la nostra attività è tutelata, anzi resa obbligatoria dalla legge: la Costituzione Bulgara, infatti, impone ad ogni cittadino la difesa dei confini nazionali, se violati da popolazioni o potenze straniere:

Constitution of Republic of Bulgaria
Чл. 59. (1) Защитата на Отечеството е дълг и чест за всеки български гражданин. Измяната и предателството към Отечеството са най-тежки престъпления и се наказват с цялата строгост на закона.
Art. 59.
(1) To defend the country shall be a duty and a matter of honour of every Bulgarian citizen. High treason and betrayal of the country shall be treated as crimes of utmost gravity and shall be punished with all the severity of the law.

7)

Qual’è la reazione dei nuovi arrivati nella SHIPKA, sopratutto dei volontari stranieri?

Di solito nel primo week-end vengono in osservazione e ci seguono soltanto durante le ronde, ma poi si iscrivono ai corsi per passare al livello successivo, più operativo. Inizialmente sono un po’ intimiditi e timorosi, ma poi l’entusiasmo e lo spirito di corpo prendono il sopravvento e da lì all’amicizia il passo è breve.

L’entusiasmo cresce grazie sopratutto all’allenamento offerto, in inglese, dagli istruttori dei corpi militari d’élite di tutto il mondo. I primi volontari ad arrivare sono stati loro, sopratutto gli Spetsznaz dalla Russia, col benestare di Putin, una collaborazione tanto preziosa quanto prestigiosa! Abbiamo però anche contatti con militari dell’Antiterrorismo americano, che si trovano in totale disaccordo con la politica che Obama ha seguito fin’ora.

Vede, ci sono emozioni, come il patriottismo e lo spirito di corpo, che sono state messe a tacere dalla martellante propaganda del pacifismo a tutti i costi, dal buonismo e dal “politically correct” dominante. Però sono emozioni che non sono scomparse anche nelle nuove, e un po’ viziate, generazioni: sono sedimentate nel profondo della psiche di ognuno di noi e aspettano solo l’occasione giusta per riemergere. Come, nel campo avversario, ha dimostrato l’esempio dell’ISIS, che si è visto arrivare migliaia di foreign – fighters da tutte le parti del mondo, giovani che sembravano integrati nel comodo e pigro stile di vita occidentale.

8)

A proposito degli Stati Uniti, pensa che le cose cambieranno a nostro favore sul piano geopolitico se verrà eletto Trump?

Difficile dirlo perché negli Stati Uniti Democratici e Repubblicani sono spesso le due facce di una stessa medaglia, con poche differenze sostanziali. E’ però vero che Trump se ne frega delle linee guida del partito repubblicano, e proprio in questo sta la sua forza e la sua popolarità: con lui libero di agire le cose potrebbero cambiare di 180°!

9)

Quanti sono i volontari stranieri e da quali nazioni provengono?

All’incirca sono ormai più di 100 e arrivano da Estonia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria. Ma abbiamo contatti con altri volontari che arriveranno presto dagli altri paesi balcanici.

10)

E dall’Italia?

Per adesso sono arrivati solo giornalisti.

11)

Ci distinguiamo sempre, insomma…

Non sia troppo scettico sui suoi compatrioti: con l’invasione di africani alla quale siete sottoposti grazie alla politica demenziale del vostro governo di sinistra “radical chic”, sono convinto che presto capirete la necessità di una organizzazione come la nostra. E noi vi accoglieremo a braccia aperte!

Possiamo darvi un’istruzione militare di primo livello, con esperti qualificati, a costo zero: molti pagano parecchi soldi per iscriversi a corsi di sopravvivenza, arti marziali, tiro a segno, ecc. Qui è tutto gratis, ci basta solo la vostra presenza come volontari!

A proposito: ma perché non li respingete in Africa, gli invasori, anziché accoglierli sperando di rifilarli al resto d’Europa? Salvarli se rischiano di affondare va bene, siamo tutti d’accordo, ma sarebbe sufficiente rimorchiarli verso l’Africa dopo aver spaccato il motore della nave e tanti saluti. Come hanno fatto gli Spagnoli alle Canarie, del resto. Respinti i primi, non partirà più nessuno e nessuno rischierà di annegare. Tra l’altro per voi sarebbe più facile: i profughi arrivano ammassati su un barcone al quale basterebbe far fare marcia indietro mentre noi dobbiamo andarli a stanare a piccoli gruppi tra le foreste e i cespugli!

In Italia, me lo lasci dire, manca la volontà politica di fermare l’immigrazione.

12) Concordo con Lei. E una volta intercettati i gruppi di profughi, come fate a bloccarli, se si rifiutano di farlo?

Anche fisicamente se occorre, ma senza usare le armi, solo con tecniche di lotta e di immobilizzazione; se poi il loro numero è preponderante chiamiamo rinforzi.

13)

E se sono armati?

Molti lo sono, in effetti, sopratutto quelli che provengono dalle file dell’ISIS e che si infiltrano in Europa per scatenare attentati. Di solito portano coltelli e dunque vanno affrontati con strumenti diciamo….adeguati, ma questo è un lavoro che facciamo fare ai militari professionisti o ai poliziotti.

14)

OK, e una volta che riuscite a bloccarli, chi si prende cura di loro?

Di solito la nostra polizia di frontiera che li fa rientrare in Turchia, dopo aver fatto loro giurare sul Corano che non rimetteranno più piede sul suolo bulgaro. Tenga poi presente che entrare da clandestini nel nostro paese è un grave reato punibile con anni di carcere: se si vuole entrare in Bulgaria bisogna farlo attraverso la frontiera regolare o i check point, punto! Tuttavia preferiamo lasciar correre, la prima volta, cioè non metterli in galera e rimandarli indietro. Se però si rifiutano di giurare, o provano a rientrare, in carcere ce li mettiamo davvero, e intendo nelle nostre carceri, che non sono propriamente degli asili nido!..

Funziona sempre, mi creda, perché infrangere un giuramento prestato sul Corano, sopratutto per i fondamentalisti, è un peccato gravissimo!

15)

Entrando nello specifico, che tipo di addestramento offrite ai volontari civili?

Corsi di sopravvivenza e di difesa personale, partendo dalle tecniche di “Muhay Thay” (Boxe Tailandese, n.d.r.), fino a arrivare a quelle di difesa da coltello; poi orienteering e lettura delle carte topografiche, oltre alla ginnastica per la preparazione fisica globale.

Naturalmente proponiamo anche tiro a segno al poligono, anche se i civili non possono portare armi da fuoco durante le ronde, a meno che non siano in possesso di regolare porto d’armi, come i cacciatori o le guardie giurate.

I volontari possono portare con loro i cani, se ne hanno, meglio ancora se di grossa taglia e da difesa, tipo Pit Bull, Rottweiler, Dobermann, ecc. In genere però i clandestini si intimidiscono di più se vedono i militari o i poliziotti con i loro cani: capiscono subito che l’animale è bene addestrato, mentre se è solo un compagno dei volontari non si spaventano troppo.

Per quanto riguarda la sicurezza personale dei nostri affiliati, raccomandiamo loro di girare mascherati con dei passamontagna, per non essere riconoscibili.

16)

E quanto al cibo e al riposo notturno?

Generalmente i volontari si portano le loro scorte di viveri perché, allo stato attuale, non possiamo permetterci di nutrirli tutti. Se però qualcuno dovesse rimanere senza roba da mangiare, nessun problema, si fa una colletta tra quelli che ne hanno.

Per quanto riguarda gli stranieri, tenga presente che il cibo e i ristoranti, in Bulgaria, costano mediamente un terzo rispetto all’Europa Occidentale: ci sono trattorie nelle quali, con 20 €, ci mangiano tre persone, a sazietà!

Il riposo si fa in tenda, per adesso infatti il Governo non ci ha messo a disposizione le sue caserme dismesse, anche se sono numerose. Contiamo di poterle avere in futuro, quando vedranno aumentare il nostro numero.

17)

Avete qualche aiuto finanziario governativo?

No, per adesso dobbiamo contare sulle donazioni dei simpatizzanti di tutta Europa (si veda post a fine intervista, n.d.r.)

18)

Avete anche donne, tra i volontari bulgari o stranieri?

Sì, più numerose di quanto pensassimo! Al punto tale che presto sarà creata una brigata di sole donne. Ci sono anche diverse coppie, di sposati o fidanzati, che hanno deciso di darci una mano.

19)

E per quanto riguarda la Grecia, hanno volontari che pattugliano il confine con la Turchia?

Per adesso non ci risulta che abbiano volontari civili, tenga però presente che i Greci hanno un esercito più numeroso del nostro e sappiamo per certo che hanno molti militari ed ex militari già pronti ad agire.

20)

In Bulgaria vivono molti musulmani, qual’è la loro reazione nei confronti dell’invasione?

Non la approvano assolutamente! Al punto tale che nelle nostre file sono presenti anche alcuni volontari musulmani, che non sono però né praticanti né seguono la Sharia. Temono infatti di essere eliminati dai radicali dell’ISIS come traditori per via delle loro posizioni moderate, cosa che succede tutti i giorni in Siria o Iraq. E’ difficile trovare musulmani integralisti tra i Bulgari, in parte per l’influenza di decenni di comunismo, ma anche perché, andando indietro nel tempo, quando ci siamo liberati dall’occupazione ottomana, le condizioni di vita e le libertà individuali sono migliorate per tutti, musulmani inclusi!

Gli unici musulmani bulgari di cui diffidare sono i Rom convertiti all’Islam, e solo perché corrotti dal denaro: sono pagati diverse centinaia di euro al mese solo per convertirsi, indottrinarsi in moschea e far girare le donne col velo!

21)

Chi li finanzia con tutto questo enorme flusso di denaro?

I soliti ignoti: principalmente Arabia Saudita e Qatar, con i quali l’Occidente continua a combinare affari facendo finta di nulla. Ma il flusso di denaro diminuirà presto, quando nel mondo cominceranno a circolare milioni di veicoli elettrici, che già per fortuna si cominciano a vedere sulle strade. Allora addio petrolio e addio soldi sauditi: ci sarà da ridere davvero a vedere le moschee svuotate da tutti i Rom, che le frequentano solo perché pagati…Quella è gente che pensa solo al denaro e alla sopravvivenza giorno per giorno.

22)

Qual’è la sua opinione sul recente riavvicinamento di Putin con Erdogan. Potete sempre contare sul leader russo?

Putin si è riavvicinato alla Turchia, mettendo da parte le tensioni dovute all’abbattimento del caccia russo da parte turca, per poter usare Erdogan contro l’ISIS, come in effetti sta avvenendo: è’ solo una mossa dettata dalla “realpolitik”. E comunque se anche Putin dovesse smettere di aiutarci potremo sempre contare sul popolo russo, il nostro vero alleato: abbiamo lo stesso alfabeto cirillico, una lingua molto simile, la stessa religione ortodossa e, sopratutto, sono stati i russi che ci hanno aiutato a liberarci dagli oppressori ottomani. Tra noi e loro c’è un patto di sangue secolare!

23)

Pensa che Erdogan riverserà in Europa tutti i profughi che la Turchia ospita, come ha minacciato di fare, se non verranno aboliti i visti per i cittadini turchi che vogliono entrare in Europa?

Sarà molto probabile, ma del resto se l’Europa dovesse abolire il visto sarebbe peggio: circa ottanta milioni di turchi potrebbero entrare da noi liberamente, quanto ai profughi verrà sicuramente concesso un falso passaporto turco per poter fare la stessa cosa. L’Unione Europea non deve assolutamente cedere su questo punto, ammesso che esista un’Europa capace di prendere decisioni serie, nei palazzi di Bruxelles.

24)

A proposito di Unione Europea, o di quel che ne resta dopo la Brexit, pochi giorni fa a Ventotene la Merkel, Holland e Renzi hanno ipotizzato la creazione di una polizia di frontiera europea in grado di contrastare l’immigrazione clandestina. Inoltre il Primo Ministro della Sassonia si è detto disponibile ad aiutare proprio la Bulgaria a difendere i suoi confini. Siete pronti a collaborare o a confluire con loro?

Sulla collaborazione si può ragionare, purché dia frutti concreti! Temiamo infatti che sia solo una manovra per tranquillizzare i cittadini europei e continuare a disarmarli con leggi sempre più restrittive sul possesso delle armi. Pertanto, non fidandoci degli pseudo-leader sopra nominati e dell’Europa dei banchieri, preferiamo mantenere la nostra autonomia e contare solo sulla gente, la vera linfa vitale di qualsiasi movimento di liberazione, nazionale o sovranazionale.

Stessa cosa per quanto riguarda il Primo Ministro della Sassonia: se non sbaglio la sua proposta prevedeva l’utilizzazione di “Frontex”, che però in Italia i clandestino li fa entrare, altro che bloccarli… Anche in questo caso ho buone ragioni per essere diffidente.

25)

A tal proposito, Lei suggerisce la creazione di corpi di volontari simili al vostro in ogni Nazione europea, per il controllo dei suoi confini?

Assolutamente sì, e siamo qui anche per questo: non solo per tutelare i confini della Bulgaria, ma anche per aiutare i volontari stranieri a creare le proprie pattuglie di confine nella loro Nazione. In tal modo si potranno bloccare i profughi che riescono a passare da noi “filtrandoli” nei confini di Serbia, Macedonia, Croazia, Slovenia, Italia, Austria. Così nessuno riuscirà più ad entrare in Germania o nelle nazioni scandinave, la vera meta degli invasori che sperano di farsi mantenere dal generoso welfare locale. A spese dei pensionati e dei veri bisognosi locali, ai quali non vengono dati gli stessi aiuti garantiti ai “profughi”. Molti dei quali, lo sottolineo ancora una volta, sono in realtà combattenti dell’ISIS o delinquenza comune.

26)

E per quanto riguarda i profughi o gli immigrati che sono già in Europa, cosa pensa si dovrebbe fare?

Per prima cosa, se sono clandestini o hanno commesso anche un solo reato, espulsione immediata. E non consegnando loro un foglio di via che è carta straccia, come fate voi in Italia, ma accompagnandoli, se necessario in manette e pagando il biglietto aereo di sola andata, fino al paese d’origine. Se poi non hanno passaporto o non esistono convenzioni per il rimpatrio nella loro Nazione, bisogna dirottarli su quei paesi, sopratutto africani, che hanno un disperato bisogno di soldi e che, pagando loro una cifra ragionevole a immigrato, accetteranno quelli respinti dall’Europa. Lì si potranno creare strutture di accoglienza e di lavoro, sempre gestite dall’Europa, per garantire ai respinti uno standard dignitoso di sopravvivenza. Se rifiutano di lavorare verranno dirottati a casa loro, con le buone o con le cattive, dal Paese che li ha presi in affidamento, per così dire.

Poi, molto importante, bisognerebbe esercitare forti pressioni internazionali sui troppi Paesi del Golfo Persico che non hanno ospitato i profughi: mentre l’Europa ne è ormai sommersa, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi, non hanno visto arrivare neppure uno.

Come mai?

Quanto agli immigrati con asilo politico, bisognerebbe obbligarli a lavorare in attività socialmente utili per un numero di ore giornaliere corrispondenti al costo del loro mantenimento, senza alcuna retribuzione. Se rifiutano, espulsione immediata!

Molti, accorgendosi che il welfare promesso dalla propaganda e dai trafficanti di immigrati è solo un sogno e che l’Europa non è il paese del bengodi, faranno spontaneamente ritorno a casa loro o andranno altrove.

Stessa cosa per gli immigrati che sono qui da diversi anni: bisogna impedire loro di portare le famiglie, con la scusa dei riavvicinamenti familiari, ridicoli nell’epoca di Internet, dei telefoni cellulari, di Skype e dei voli low cost. Sarà vantaggioso anzitutto per le loro famiglie, il cui mantenimento costa molto meno nei paesi d’origine, e anche per le casse dei nostri stati, che devono provvedere ad elargire servizi essenziali a milioni di immigrati che sfornano figli in quantità industriale, sconvolgendo l’equilibrio demografico europeo.

Il vero pericolo, infatti, non è la bomba del terrorista ma la bomba demografica degli immigrati islamici, i cosiddetti “moderati”, che trasformeranno l’Europa in “Eurabia” nel giro di qualche decennio! Insisto molto su questo punto: il terrorismo è lo specchietto per le allodole che serve a distrarre la popolazione dal vero problema, che è l’immigrazione islamica! Penso anzi che molti attentati siano stati organizzati in Europa con la connivenza dei servizi segreti locali, per poter giustificare politiche di disarmo dei cittadini e leggi speciali che limitano la libertà individuale, un po’ come ha tentato di fare Obama negli USA.

Solo una sollevazione popolare potrà infrangere questo circolo vizioso, ed è quello che noi auspichiamo!

27)

In tal modo però non c’è il rischio di essere accusati di violazione dei diritti umani?

Vede, la questione dei diritti umani è una frittata che ciascuno può girare come meglio crede: anche lasciare entrare milioni di immigrati senza alcun minimo controllo è una colossale violazione dei diritti umani! Anzitutto per gli autoctoni europei, che si vedono costretti a subire le conseguenze della convivenza forzata con “immigrati”, spesso violenti o comunque di difficilissima integrazione. E poi è una violazione dei diritti umani delle persone che vivono nei paesi d’origine degli immigrati stessi, molti dei quali costretti a rifugiarsi da noi per sfuggire ai loro regimi dittatoriali: regimi che, una volta trasformati gli oppositori in profughi, possono continuare indisturbati a tiranneggiare la popolazione locale, in barba ai diritti umani. Invocati però, fino ad ora, sempre a senso unico: cioè contro gli interessi degli europei e a favore dei veri oppressori del Terzo Mondo.

Una delle strategie che la nostra organizzazione mette in atto, sul piano giuridico, è proprio quella di combattere coloro che sono favorevoli all’immigrazione, di solito esponenti della sinistra, proprio con le loro stesse armi, cioè evidenziando la violazione dei diritti umani, causata dall’immigrazione di massa incontrollata, da noi e nei paesi d’origine dei profughi.

A al proposito però mi lasci spezzare una lancia a favore di tanta parte dell’elettorato di sinistra, e anche di molti loro leaders onesti, che stanno sempre più simpatizzando per il nostro movimento di resistenza o per organizzazioni analoghe, come ad es. Fortress Europe o PEGIDA. Nelle nostre file non facciamo assolutamente distinzioni di razza, credo politico o religione: accettiamo tutti purché vogliano combattere contro il declino della grande civiltà europea, contro l’imposizione della Sharia.

L’Europa del futuro, per come la vedo io, sarà un continente nel quale ogni Nazione rimarrà sovrana, politicamente ed economicamente, ma dove andranno rafforzati i legami culturali e le tante cose in comune che ci uniscono: l’arte, la religione, lo sport e la coscienza civile di una civiltà gloriosa che va difesa perché ha ancora tanto da dare al mondo intero. Cittadini europei uniti nelle differenze, insomma!

Niente a che vedere con la brodaglia multiculturale che ci viene propinata dai nostri leaders deboli e corrotti.

28)

A proposito di “Fortress Europe”, quali sono i leaders con i quali Lei è in contatto personale?

Tatjana Festerling in Germania, Maria Kaljuste in Estonia e Edwin Wagensweld di PEGIDA Netherlands: tre persone veramente straordinarie! Poi, ovviamente, stiamo stabilendo contatti via mail con altri esponenti di tali movimenti un po’ in tutt’Europa.

29)

Un’ultima domanda: qual’è la molla interiore che l’ha spinta a creare la sua organizzazione?

Il desiderio di far vivere i miei figli in un futuro di civiltà, di prosperità e sopratutto di libertà. Noi cittadini dei paesi dell’Est Europa, avendo subito secoli di dominazione straniera, ottomana, austro-ungarica, nazista e comunista, sappiamo bene che la libertà è IL VALORE supremo, da difendere e salvaguardare costantemente. I cittadini dell’Europa dell’Ovest, invece, pensano che sia un valore dato per scontato, garantito sempre e comunque: e qui si sbagliano di grosso, per ingenuità , non certo per limiti culturali o in malafede. Ma presto lo capiranno tutti e passeranno dalla nostra parte: solo allora potremo dire che la vittoria delle forze libere contro le nuove dittature sarà finalmente a portata di mano.

Questo è solo l’inizio!

30)

Concordo e La ringrazio, Colonnello. A tal proposito, mi lasci concludere quest’intervista con una citazione della grande Oriana Fallaci, della quale ricorre, a giorni, il decimo anniversario della morte:

La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere.”

Sono assolutamente d’accordo: sono un grande ammiratore della Fallaci, che per prima ha saputo risvegliare le coscienze dell’Occidente contro il pericolo islamico, e questa sua frase riassume tutta la forza ideale che chi ci fa crescere e che ci farà vincere.

Coordinate bancarie per le donazioni alle Organizzazioni in oggetto:

YOU CAN HELP OUR CAUSE WITH A DONATION TO:

Bulgarian Military Union “Vasil Levski” – SBVS “Vasil Levski”
in levs – BG87RZBB91551004930922
in USD – BG43RZBB91551004930938
in EURO – BG05RZBB91551004930943
BIC/SWIFT RZBBBGSF – Raiffeisen ВАNK (Bulgaria) EAD
32 Tsar Simeon I str. 
9000 Varna
Bulgaria

SBND„SHIPKA”
in levs – BG70RZBB91551004930840
in USD – BG26RZBB91551004930856
in EURO – BG03RZBB91551004930882
BIC/SWIFT RZBBBGSF – Raiffeisen ВАNK (Bulgaria) EAD
32 Tsar Simeon I str. 
9000 Varna
Bulgaria

http://www.occhidellaguerra.it/guardiani-del-confine/

http://www.lastampa.it/2017/03/20/esteri/nelle-foreste-fra-turchia-e-bulgaria-qui-fermiamo-linvasione-dellislam-AJvR6ztQJHuTfL5k79DgnK/pagina.html

http://www.raiplay.it/…/Non-passa-lo-straniero-1ef6493d-982…

http://www.la7.it/la-gabbia/video/i-paramilitari-della-bulgaria-cos%C3%AC-si-bloccano-i-migranti-che-vogliono-invaderci-30-03-2017-208941

Exclusive Interview WIth Leader Of Bulgarian Border Militia Intercepting And Turning Away Illegal Migrants

https://www.youtube.com/watch?v=pfusknHoi98
 and video reporting Bulgarian TV – BulgariaONAIR
https://www.youtube.com/watch?v=VIR9J7oyg7E
Vlad

Vlad Facebook:

https://www.facebook.com/EUROPEANBORDERDEFENDERS/?hc_ref=ARTGJSZh6FJnzslr59FuUTOtlCZyXrAPJsCktx7NFTXY4mis3hG9yh1lPJ4LDhXOecU&fref=nf

Sito web: https://www.bnoshipka.org/en/

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