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Claudio Bisio, ovvero: il raglio del guitto buonista.

Durante la manifestazione contro il razzismo (Ma quale razzismo? E dove?) che si è tenuta a Milano la scorsa settimana, il comico Claudio Bisio ha dichiarato che la folla che lo circondava rappresentava “…l’Italia che mi piace”, in netta contrapposizione, tanto per cambiare, all’Italia che vota Salvini.

Ora, inviterei il lettore a dare un’occhiata, nei link sottostanti, alle persone che stanno attorno all’attore: almeno la metà sono immigrati extracomunitari, il che la dice lunga su quanto fosse numerosa la presenza degli italiani autoctoni alla manifestazione:

https://tv.liberoquotidiano.it/video/vista-e-libero-tv/13436028/claudio-bisio-marcia-people-attacco-matteo-salvini-immigrati-video.html

https://www.nicolaporro.it/bisio-repubblica-e-la-marcia-dei-fenomeni/

Ma poi, onestamente, come si fa a prendere sul serio uno come Bisio?

Uno che, qualche anno fa, cantava che “…i bambini sono di sinistra!”

Di sinistra i bambini?

Quelli che, dopo aver imparato a dire “Mamma” e “Papà”, imparano subito a dire “E’ mio!”?

Come si fa a prendere sul serio l’ennesimo ometto di spettacolo, impegnato a incensare gli immigrati, che però si dimentica che, a pagare il biglietto per i suoi show, sono innanzi tutto gli italiani. Mica quelli che sbarcano dai gommoni, ai quali di Claudio Bisio non frega un emerito cazzo.

Per la par condicio, questo vale anche per le donnette dello spettacolo, a cominciare da Emma Marrone o dalla M’annoia, che vorrebbero aprire i porti a tutti. Già, in particolare a coloro che ci riempiranno di moschee, e che, se appena potessero, le donnette in questione le segregherebbero in casa o dietro un Burkha, altro che farle gorgheggiare contro le ingiustizie del mondo!..

Ma non si rendono conto di quanto sono patetici questi profeti delle buone intenzioni un tanto al Kg, questi bardi del XX° Secolo che si illudono di cambiare il mondo con la loro musichetta?

Il quale mondo cambia, certo, però andando esattamente dalla parte opposta a quello che tali anime canterine vorrebbero far credere alla gente.

Ma, in fondo, a loro che importa?

Quello che davvero conta, per le sciantose e i guitti, è, da sempre, mettere insieme il pranzo con la cena e se poi riescono a fare i soldi denunciando le miserie altrui, tanto meglio!

Un giochino che, nel mondo dello spettacolo, rende ancora bene da anni, per la precisione dai tempi di Bob Dylan, ma che sta cominciando a stufare la gente, almeno quella che ragiona.

Poveri guitti illusi, lasciamoli brucare tranquillamente nel pascolo delle banalità, lasciamoli ragliare i loro slogan a tutto volume, lasciamoli pure respirare a pieni polmoni la loro aria fritta.

Nella quale, inesorabilmente, giorno dopo giorno, sono destinati a svanire.

Claudio Bisio

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