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Contrordine Compagni: i muri vanno abbattuti!

Un unico mantra, sotto forma di belato pacifista, è diventato la colonna sonora della nuova alleanza tra la sinistra e i cattolici di Bergoglio: abbattere i muri, sradicando così l’idea stessa di confine nazionale, allo scopo di favorire l’emigrazione di intere popoli nelle terre di altri popoli che, di quell’immigrazione, non ne possono davvero più. Non solo, ma la loro volontà, quando espressa, viene deliberatamente ignorata, ridicolizzata e stigmatizzata dai cantori del mantra migratorio.

Di più ancora: lo spirito nazionale e il patriottismo vengono considerati come il male assoluto, dimenticando che furono proprio i nazionalismi a abbattere nel 1800 i grandi imperi che tenevano

interi popoli sotto il loro tallone di ferro.

Altrimenti, che senso avrebbe studiare il Risorgimento italiano fin dai primi anni di scuola e

considerare Mazzini, Cavour e Garibaldi i Padri fondatori dell’Italia?

Oggi c’è da restare a bocca aperta per lo stupore se si considera che, a voler abbattere i muri, sono proprio i politici di sinistra, ovvero i nipotini di quei comunisti che hanno edificato il muro più vergognoso della storia, quello di Berlino. Costruito, ufficialmente, per proteggere i popoli comunisti dall’invasione di quelli capitalisti: ovvero lo stesso identico principio di difesa nazionale invocato da Trump e Salvini, che però adesso l’ipocrita sinistra fa finta di dimenticare! Ipocrita oggi

come lo era del resto sessant’anni fa, quando iniziarono i lavori per la costruzione del muro: perché era fin troppo evidente che, in realtà, serviva non a proteggere i tedeschi dell’Est dall’invasione di quelli dell’Ovest, ma, al contrario, a segregare i cittadini dell’Est nella loro stessa terra, rendendo impossibile andare a trovare genitori, parenti ed amici rimasti dall’altra parte della barriera. A testimoniare questa verità furono le centinaia di persone fulminate dalle scariche di mitra dei Vopos, mentre tentavano di attraversare il confine tra il “paradiso comunista” e il vero mondo libero.

Del resto, non solo la Germania Est, ma l’intero blocco di Nazioni comuniste era sigillato da muri, fatti di cemento o di fucili pronti a sparare per impedire a milioni di individui di potersi muovere. Ed è proprio questa sinistra, oggi, che ha il coraggio e la faccia tosta di chiedere l’abbattimento di quei muri muri che, loro sì, sono davvero protettivi?

La stessa faccia tosta è stata esibita poche sere fa sera nel servizio televisivo di Andrea Purgatori, “Berlino 1989 – Mexico 2019”, andato in onda su “Atlantide” di La7, che ha avuto tanto il sentore di una “excusatio non petita”:

http://www.la7.it/atlantide/video/atlantide-con-andrea-purgatori-berlino-1989-mexico-2019-breaking-the-walls-mercoled%C3%AC-10-aprile-alle-04-04-2019-267926

Per carità, la trasmissione era fatta benissimo, da un professionista che ha saputo far rivivere, con le immagini dell’epoca e le interviste, le emozioni che abbiamo tutti provato quando il muro della vergogna è

stato finalmente abbattuto. Peccato solo che il tutto sia sfociato nella faziosità più assoluta quando, nella seconda parte, Purgatori ha voluto paragonare il muro di Berlino a quello che Trump sta facendo costruire ai confini col Messico e a quello che divide Israele dalla Cisgiordania, tacendo proprio la distinzione fondamentale che ho appena esposto: e cioè la funzione segregante del muro di Berlino, contrapposta a quella protettiva della barriera di Trump o di Israele.

Barriera paragonabile ai respingimenti difensivi di Salvini, volti ad evitare l’invasione di milioni di persone che sarebbe impossibile accogliere e integrare nella satura Europa: sappiamo fin troppo bene, infatti che gli immigrati mussulmani sono la stragrande maggioranza tra quelli che affollano i barconi.

Se sbarcassero a milioni sarebbe la stessa Europa, già ora in precario equilibrio, ad andare a fondo, e nel giro di pochi decenni.

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