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Conversioni dall’Islam al Cristianesimo: il caso Austria.

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Circa dieci fa un sacerdote mi confidò:

<<Non hai idea di quanti musulmani emigrati in Europa vorrebbero convertirsi al Cristianesimo, ma ce lo dicono sottovoce per paura di ritorsioni. Hanno lasciato i loro paesi per abbandonare la Sharia e se la ritrovano qui, all’ombra di nuove moschee, ed è perfino peggio che a casa loro. Quanto alla Chiesa, invece di aiutarli in questo percorso, fa di tutto per scoraggiarli: da un lato per evitare persecuzioni sui cristiani che vivono nei paesi islamici (che comunque avvengono), e dall’altro lato per non essere accusata, sopratutto da una certa sinistra radical chic, di proselitismo missionario e neo-colonialista. Ma così facendo noi veniamo meno alla nostra funzione, che è quella di diffondere la Buona Novella, beninteso con la parola. Per l’Islam invece la “Buona Novella”, quando non basta la parola, si diffonde con la spada, come ci ha ricordato Papa Ratzinger a Ratisbona.>>

Non solo il sacerdote aveva ragione, ma quello che sembrava un sospiro di rassegnazione si è trasformato in una profezia che si sta realizzando proprio negli ultimi anni: basterà fare una ricerca sul web, sotto la voce conversioni dall’Islam al Cristianesimo, per rendersi conto che il fenomeno sta crescendo in una misura che le stesse autorità religiose islamiche definiscono “preoccupante”, sopratutto in Indonesia e in Africa. Cosa degna di nota, il numero degli apostati dell’Islam è nettamente superiore a quello dei cristiani folgorati sulla via di Allah.

Una tendenza insomma diametralmente opposta a quello che si verificò negli anni ’70, quando il commerciante Maometto faceva molti più utili del guaritore Gesù.

La ragione, a quanto pare, sembra essere dovuta in parte dal constatare come le condizioni di vita garantite dall’Occidente siano nettamente migliori di quelle dei Paesi di provenienza, ma sopratutto dal disgusto provato dai musulmani più sensibili per le atrocità compiute dal terrorismo islamico e dall’ISIS.

Anche in Europa sembrerebbe finalmente delinearsi lo stesso trend, ma con un risvolto nuovo, quantomeno guardando le statistiche dell’Austria. Qui le conversioni dall’Islam al Cristianesimo sono addirittura raddoppiate solo nell’ultimo anno, cosa che non può non essere collegata alla peculiare situazione politica del Paese, governato da una solida alleanza tra Kurz, liberale conservatore e Strache, uomo di destra.

http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2018/01/18/societa/aumentano-le-conversioni-a-gesu-dallislamismo

L’irrigidimento austriaco sul tema dell’immigrazione, l’espulsione di alcuni Imam radicali e la chiusura di diverse moschee si direbbe abbiano incoraggiato gli apostati musulmani ad abbandonare la loro fede per abbracciare quella cristiana.

Stiamo insomma assistendo al paradosso di uno stato che, allorquando si rafforza in senso autoritario, garantisce la libertà di pensiero, caposaldo della democrazia, a coloro i quali, per secoli, non ne hanno mai potuto usufruire.

Mi sembra che questo fenomeno metta a tacere per sempre i fallimentari esperimenti sociali della sinistra che ha sperato, e ancora si illude, di convertire i musulmani alla democrazia con compiacenza e buonismo: che però da loro vengono quasi sempre interpretati come segno di sottomissione.

Se si vorrà operare una cesura netta all’interno della società islamica europea, distaccando quelli che davvero cercano l’integrazione e quelli che invece la rifiutano, saranno necessarie leggi più severe che garantiscano ai primi una sicura protezione contro le angherie dei secondi.

Mica male, una “destra xenofoba” che, oltre a proteggere i propri cittadini, aiuta anche gli immigrati a vivere meglio!

La sinistra dovrebbe apprezzare, invece di piagnucolare per i fascisti che faranno tanta bua a tutti quanti…

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