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Elezioni 2017 in Germania: fine dell’idillio Islam – LGBT?

A proposito delle magliette rosse pro-migranti indossate al Gay Pride di Bologna,

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/07/07/news/gay_pride-201143355/

ripropongo un articolo scritto nel Settembre 2017, subito dopo le elezioni in Germania.

Ci hanno provato in tutti i modi, gli esponenti di spicco del movimento LGBT, sopratutto americano, a lanciare petali di rose ai Musulmani, sperando di entrare nelle loro grazie. Ossia sperando di essere eliminati per ultimi, secondo il ben noto aforisma di Winston Churchill:

Una persona conciliante è come uno che dà da mangiare a un coccodrillo perché spera che questo lo mangi per ultimo”.

Aforisma che, si capisce, può essere applicato tranquillamente a tutti i ciambellani istituzionali del Politically Correct, i quali, quanto a calabraghismo, non hanno nulla da insegnare ai gay: preti, politici, insegnanti, giornalisti, imprenditori, intellettuali e via litaniando.

Non pare che la tattica del movimento LGBT abbia avuto successo, con i 49 morti del Gay club di Orlando che avrebbero il diritto, almeno postumo, ad una dura presa di posizione dei loro confratelli nei confronti dell’omofobo mondo islamico. Perché forse la spiegazione di questo “appeasement” sta proprio nella parola “fobia”: i leader del LGBT speravano bastasse condividere la sorte, peraltro alquanto immaginaria, di vittime, gli uni di omofobia e gli altri di islamofobia, per poter promuovere un’alleanza ideologica con il mondo islamico.

Speranze comunque disattese dalla parola di Imam autorevoli che, negli USA e non certo in Afghanistan, hanno respinto qualsiasi ipotesi di alleanza con gli “impuri” del LGBT:

http://www.meforum.org/6934/imams-oppose-the-glbtq-islamist-partnership?utm_source=Middle+East+Forum&utm_campaign=6f10370919-swindle_david_2017_09_24&utm_medium=email&utm_term=0_086cfd423c-6f10370919-33896025&goal=0_086cfd423c-6f10370919-33896025

Insomma, quanti schizzi di sangue e merda dovrà ancora prendere il Movimento LGBT dal mondo islamico, per capire che con una teocrazia che li condanna a morte in quanto “corrotti e corruttori” non c’è spazio di dialogo?

Ma per fortuna una campana alternativa, direi anzi una campana a morto per la supposta alleanza Islam – LGBT, ha suonato nelle elezioni tedesche di pochi giorni fa in Germania.

La cosiddetta “Destra xenofoba” di Alternative fur Deutschland ha avuto un’avanzata impressionante, attestandosi intorno al 13%, ormai terzo partito tedesco, oltre che guastafeste della scontata elezione a Cancelliere di Frau Merkel.

Ma di impressionante c’è stato sopratutto il fatto che, a trascinare il partito verso la vittoria, ci fosse una strana alleanza tra l’ex CDU Alexander Gauland e Alice Weidel, una brillante consulente finanziaria, lesbica dichiarata e sposata in Svizzera con una donna con la quale ha adottato due figli. La Weidel, pochi giorni prima delle elezioni, ha finalmente avuto il coraggio di dire quello che i poveri morti di Orlando meritavano di sentirsi dire, a proposito di Islam:

«Non sono qui nonostante la mia omosessualità, ma anche per la mia omosessualità». 

Tradotto: solo la destra potrà proteggere gli omosessuali dal pericolo dell’Islam, non certo l’illusorio flirtare col “coccodrillo che finirà col divorarli”.

L’altro messaggio lo ha lanciato lo stesso Gauland, facendo intendere che il mondo LGBT non deve temere nulla da un politico conservatore, cattolico ed ex CDU, ma semmai accettarne la paterna, anche se un po’ burbera, protezione.

Un capolavoro politico, quella del tandem Weidel – Gauland, niente da dire! Uno di quei capolavori che potrebbero (il condizionale è d’obbligo per evitare facili entusiasmi) cambiare il destino di un’intera nazione.

Sono infatti convinto che parecchi omosessuali, recepito il messaggio, abbiano votato per AfD, nonostante le ben note contraddizioni nella vita privata di Alice Weider, che stridono un po’ con i principi conservatori del suo partito. E mi piacerebbe altresì pensare che tale tendenza si metta in moto in tutti il mondo e sopratutto in quegli Stati Uniti nei quali, sperando in un’alleanza con i musulmani in funzione anti – Trump, i guru del Movimento LGBT hanno scelto ancora una volta di spalmare di vaselina i denti del coccodrillo.

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