Articoli

Germania, si è passato il segno!

Da italiano pensavo di averne viste tante di sentenze scandalose di magistrati che, “in dubio”, decidono sempre “pro migrantibus”, ma quanto è successo in Germania recentemente mi ha fatto intendere che al peggio non c’è mai fine.

La prima sentenza è quello di un tribunale che ha assolto un richiedente asilo siriano che, nel 2017, aveva picchiato violentemente e stuprato la sua assistente sociale.

La motivazione della sentenza?

La ragazza, interrogata dal giudice, aveva manifestato incertezza sul fatto che l’assalitore avesse ben capito che lei rifiutava il rapporto sessuale con lui. Evidentemente le botte prese dalla donna non erano argomento sufficiente a convincere il giudice che il rifiuto c’era stato e che era stato ben recepito dal gentiluomo, tanto da indurlo all’uso di calci e pugni per convincerla.

Siamo alla follia!

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/pu-non-aver-capito-e-giudice-tedesco-assolve-limmigrato-1640391.html

La seconda sentenza è pugno nello stomaco ancora più forte, perché di fatto autorizzerebbe in Germania quella forma di repellente pedofilia legalizzata che sono i matrimoni con le “spose bambine”:

https://www.imolaoggi.it/2019/01/24/germania-dichiarata-incostituzionale-la-legge-che-vieta-i-matrimoni-precoci/

E allora ci si chiede:

A quando il cannibalismo rituale legalizzato, nel nome del più scrupoloso rispetto degli usi e costumi delle risorse extracomunitarie?

A quando i sacrifici umani per fare contenti i seguaci degli Dei Aztechi Huitzilopochtli, Tezcatlipoca o Huehueteotl?

Quello che voglio dire è che le religioni, solo per il fatto di essere tali, non devono godere di una sorta di immunità diplomatica che dia loro un diritto di cittadinanza ovunque. Diritto che deve essere negato allorché le religioni predichino valori incompatibili con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell ‘Uomo (1948).

E degli Animali, aggiungerei, che avrebbero il diritto di non finire sgozzati nel nome di Zeus, Yahveh o Allah.

O di non passare la loro vita nell’incubo degli allevamenti in gabbia, in ossequio alle leggi del capitalismo più spietato.

 

                                                                     

Please follow and like us:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.