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La “Carta di Roma” e la Regola delle 5 W

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(Questo articolo va inteso come continuazione di quello precedente)

Il nome è dei più roboanti: “Carta di Roma”!

Suona infatti come una sorta di Dichiarazione dei Diritti o un Manifesto Programmatico, redatto da autorevoli Sapienti nella Città Eterna.

Già, peccato che il documento che risponde a tanto titolo non abbia proprio nulla di eterno, ma semmai di molto, molto contingente.

Trattasi infatti di una serie di regole che alcuni giornalisti professionisti si sono imposti per evitare le fake news, cosa che, di per sé, ci trova assolutamente d’accordo, come testimoniato in questa nostra pagina:

https://wedaretoo.org/it/testimonianze-dal-mondo/

Peccato però che la nobile missione della “Carta di Roma” finirà col tradursi in una enorme dispensatrice di fake news, e delle più odiose: perché i giornalisti in questione, dopo un preambolo di mirabolanti parole, di fatto si impongono di auto-censurarsi nei loro futuri articoli. E lo faranno precisamente evitando di diffondere la nazionalità dei cittadini stranieri o dei “migranti” che commettono reati, per non far crescere nell’opinione pubblica l’ostilità nei loro confronti.

Ma sopratutto “invitano” tutti i loro colleghi a fare altrettanto, in attesa naturalmente che l’invito diventi un obbligo, complici forze politiche compiacenti:

Dal “Codice deontologico della “carta di Roma”, par. C

c. Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;

Per capire a dove porterà tutto questo, andatevi a leggere l’articolo precedente, se non l’avete ancora fatto, che è un classico esempio di autocensura a livello mondiale e non solo italiano.

Eppure i giornalisti in questione dovrebbero sapere che una corretta informazione mediatica non può prescindere dal “Chi?”, ovvero da chi ha commesso il fatto, perché violerebbe il Primo Comandamento del giornalismo anglosassone, la cosiddetta “Regola delle 5W”: Who, What, When, Where, Why (Chi, Cosa, Quando, Dove, Perché):

https://it.wikipedia.org/wiki/Regola_delle_5_W

Regola che non va intesa solo come paradigma stilistico, ma anzitutto come imperativo etico-professionale: quello di dare al pubblico un’informazione completa e corretta, affinché si formi una libera opinione dei fatti.

La “Carta di Roma”, dunque, non solo trasgredisce a questa prima norma valoriale, ma lo fa con una piaggeria, nei confronti di chi ci sta invadendo, che rasenta il servilismo. Un servilismo esterofilo caratteristico di certi italiani, comparso sovente nella nostra storia, che tende a manifestarsi ciclicamente, quasi fosse un’eredità genetica ancor prima che culturale.

Peccato che, nei secoli, a farne le spese sia stato innanzi tutto il popolo, la gente comune che tira la carretta: un qualcosa che si ripete ai giorni nostri con desolante puntualità, come ognuno di noi può ben constatare.

Ebbene: poche cose sono così ignobili come l’impedire al padrone di casa chi sono le persone che stanno entrando nella sua abitazione, togliendogli la possibilità di decidere se costoro siano meritevoli o meno di essere ospitati.

Se questa regola vale sul piano della vita privata, a maggior ragione dovrebbe valere sul piano della vita pubblica, nella quale un popolo intero deve poter valutare se valga la pena sacrificare la propria sicurezza e la propria dignità per dover aiutare ad oltranza chi dice di essere affamato e disperato. Ma che, evidentemente, non lo è poi così tanto, se si permette di saccheggiare e profanare la casa di chi lo ospita.

Altroché etica dell’informazione corretta e lotta alle “Fake News”: la “Carta di Roma” è una vera e propria istigazione alla menzogna mediatica e coloro l’hanno sottoscritta, teoricamente, meriterebbero di essere processati per alto tradimento.

Per il momento, accontentiamoci di dedicare loro una battuta un po’ goliardica: un calabraghismo così conclamato, più che alla dichiarazione della “Carta di Roma”, dovrebbe portare al consumo di parecchi rotoli di Carta Igienica.

Sulla “Carta di Roma”:

https://www.cartadiroma.org/

https://www.cartadiroma.org/cosa-e-la-carta-di-roma/codice-deontologico/

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