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Lezione di civiltà, dalle alunne alle maestre.

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L’episodio si è ripetuto, in luoghi diversi ma con le medesime modalità: le maestre, rimbecillite dal politically correct, cercano di propagandare, anzi di imporre, ideali immigrazionisti ai loro allievi, ma due alunne (a proposito: maschi, dove siete?..) contestano la decisione dell’insegnante, con mite ma granitica fermezza:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/maestre-tolgono-ges-canzone-natale-bimba-raccoglie-firme-1609726.html

E poi, pochi giorni fa:

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/confini-esistono-alunna-si-ribella-alla-prof-98657/

Il mondo sta cambiando sotto i loro occhi, in Europa i partiti contrari all’immigrazione indiscriminata stanno crescendo come funghi ma loro, le “maestrine della CGIL”, come ebbe a definirle una volta Daniela Santanché, si ostinano a cancellare le nostre tradizioni religiose e a spacciare come il migliore dei mondi possibili la palude multietnica nella quale portano in gita le festose scolaresche, sventolanti bandierine arcobaleno.

So già che cosa obietteranno le anime belle della sx, a questo punto: la voce dell’innocenza, con ogni probabilità, è stata eterodiretta dai genitori, che hanno suggerito alle bimbe cosa fare e cosa scrivere.

E se anche fosse?

Onore ai genitori intelligenti, che invece di prendere a cazzotti gli insegnanti (si veda il mio articolo precedente), trovano forme intelligenti, ironiche e non violente per interagire con la scuola e protestare contro il lavaggio del cervello dei loro figli, impartito con l’acqua santa del buonismo catto-comunista.

Qualcosa da obiettare, maestrine?

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