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L’ultima trincea degli utili idioti: “Anche gli italiani delinquono”.

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“Il sentimentale è colui che vorrebbe godere senza addossarsi l’immensa responsabilità della cosa fatta”

(James Joyce, “Ulisse”)

Lo si sente ripetere di continuo dagli utili idioti favorevoli all’immigrazione, quando si parla dei reati commessi dagli immigrati: “Ma anche gli italiani delinquono, spacciano, stuprano, sono mafiosi!”.

E pazienza se poi, in proporzione, i reati commessi dai migranti, soprattutto gli stupri, sono maggiori di quelli commessi dagli autoctoni.

Puntualmente, lo stesso ritornello si è ascoltato anche durante l’ultima puntata di “Quarto Grado”, mentre si discuteva della tragica morte di Desirée Mariottini, drogata, stuprata e lasciata morire da una gang di africani: una voce femminile di sottofondo ha gridato: “Ma anche gli italiani…”.

Cosa non farebbero, coloro che non accettano il fallimento del proprio sogno multiculturale, pur di giustificare le “risorse” che stanno portando il nostro Paese e l’Europa intera sull’orlo della guerra civile: qualsiasi strategia va bene, anche la vigliaccata di sputare sul proprio popolo per favorire gli invasori. Un tipo di ragionamento infantile che ricorda quella dei ragazzini che tentano di attenuare le proprie insufficienze a scuola enumerando quelle di compagni. Ma che, soprattutto, offenda le più elementari regole della logica: se i nostri concittadini delinquono così tanto, che senso ha raccattare anche la feccia del resto del mondo?

Evidentemente, invece di utilizzare un ragionamento razionale, matematico, si preferisce far leva sui sensi di colpa dei cittadini onesti per le attività malavitose del proprio popolo: come puoi, tu italiano, prendertela con le mafie straniere, quando appartieni a una Nazione che di mafie ne ha prodotte ben quattro?

Segue questa logica perversa anche Saviano, quando, pur avendo descritto in maniera ben documentata le narco-mafie di tutto il mondo nel suo libro “Zero, zero, zero”, si fa paladino del diritto degli immigrati a invaderci e a portare le loro mafie da noi, come ho evidenziato alcuni mesi fa in uno dei miei primi articoli:

https://wedaretoo.org/it/saviano-limmigrazione-e-la-scorta/

In tal modo si continua a portare avanti lo schema mentale, dettato da sentimentalismo terzomondista, che vede noi europei colpevoli di tutti i mali, mentre gli immigrati sono buoni a prescindere o comunque meno colpevoli di noi.

Vorrei concludere questo post con una citazione, questa sì intelligente, di Nanni Moretti, notoriamente uomo di sinistra ma di indiscussa onestà intellettuale:

“Continuiamo così, facciamoci del male!”

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