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Sì al “Patto sui Rifugiati”. Ma…c’è un però.

Questo articolo va inteso come continuazione di quello precedente sulla mancata firma del governo al Patto sui Migranti a Marrakesh. Pochi giorni fa, infatti, l’Italia ha firmato nella sede ONU di New York il Patto sui Rifugiati, quelli che emigrano non per ragioni economiche, ma costrette da guerre, persecuzioni o calamità naturali. Anche il Centro Studi Machiavelli di Firenze, un think thank di area leghista fondato dal sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, ha dato il suo parere favorevole alla firma dell’ONU, coerentemente con la distinzione che Matteo Salvini ha sempre fatto tra i migranti economici, da rispedire a casa se non in regola, e i rifugiati politici, da accogliere e proteggere:

https://www.repubblica.it/politica/2018/12/18/news/migranti_onu_adotta_global_compact_rifugiati_meloni_chi_ha_deciso_si_italia_-214536323/

Distinzione sacrosanta, soprattutto se si pensa ai milioni di cristiani che vengono perseguitati nel mondo islamico e per i quali Bergoglio (mi rifiuto di considerarlo un Papa) non muove un dito, sempre pronto com’è a perorare la causa degli immigrati musulmani.

Per non parlare dei Boeri in Sudafrica, che vengono brutalmente torturati e massacrati nelle loro fattorie in un’escalation di razzismo alla rovescia che lascia indifferenti i media, sempre pronti a stracciarsi le vesti per un uovo tirato in faccia ad una ragazza di colore.

La recente decisione del governo sudafricano di confiscare le produttive terre dei bianchi senza risarcimento, destinate al più totale abbandono una volta redistribuite ai neri incapaci di farle fruttare (come è già successo in Zimbabwe), sta causando una massiccia fuga dei bianchi dal Sudafrica, verso la Russia e l’Australia:

http://www.occhidellaguerra.it/fuga-dalle-persecuzioni-dei-neri-la-russia-accoglie-15mila-boeri/

http://www.occhidellaguerra.it/tensione-sui-farmers-sudafrica-australia/

Dunque ben venga la firma del Patto sui Rifugiati da parte del Governo italiano, purché ad avvantaggiarsene siano anzitutto i cristiani perseguitati e i sudafricani bianchi, che l’Europa dovrebbe accogliere a braccia aperte.

Ma…c’è un “però” che potrebbe confermare il vecchio adagio che recita: “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”.

Ci si dimentica infatti che a causare la fuga di migliaia di rifugiati sono soprattutto le guerre scatenate all’interno del mondo islamico, con l’evidente obiettivo di fomentare l’invasione dell’Occidente, che la Fallaci aveva definito una “Crociata alla rovescia” nel suo indimenticabile “La rabbia e l’orgoglio”. Si dà il caso infatti che questi rifugiati non emigrino mai negli opulenti Paesi arabi del Golfo Persico, nei quali si sfruttano i lavoratori cristiani filippini, ma pretendano di entrare, con le buone o con le cattive, nell’ormai saturo Occidente.

Insomma, come diceva un mio amico: le Nazioni islamiche sputtanano i soldi del petrolio in guerre infinite e poi gli schizzi di merda ce li becchiamo noi…

Una definizione volgare e irrispettosa, certo, ma alquanto efficace nel fotografare la realtà delle

cose: basterà dare un’occhiata alle aree “calde” del pianeta (Sudan, Libia, Siria, Yemen, Repubblica Democratica del Congo, e il lettore mi perdoni se manca qualche Nazione all’appello), per rendersi conto che i conflitti peggiori accadono proprio nelle terre di quelli che, sempre Oriana, definiva “I figli di Allah”.

Come aveva del resto avvertito lo storico Samuel Huntington nel suo saggio “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale” del 1997, con una frase che, allora, suscitò scalpore e polemiche:

I confini del mondo islamico sono bagnati nel sangue”

Certo, la firma del Patto sui Rifugiati non è vincolante, ma se dovessimo dare attuazione alle “buone intenzioni” auspicate nella firma del Patto, aspettiamoci in un prossimo futuro ondate di profughi da fare impallidire quella che ha investito la Germania tre anni fa. I conflitti politici nel mondo islamico esploderanno ancora più brutalmente con la caduta dei prezzi del petrolio, inevitabile in un mondo nel quale l’auto elettrica è ormai la realtà dei prossimi anni:

http://www.wallstreetitalia.com/auto-elettriche-petrolio-a-10-dollari-entro-8-anni/

I fatti stanno dando ragione ad Huntington e ad Oriana e forse una maggiore cautela del Governo italiano nella firma del Patto sui Rifugiati sarebbe stata opportuna: non a caso gli Stati Uniti di Trump e l’Ungheria di Orban si sono rifiutate di firmarlo, come già avevano fatto con quello sui migranti.

A proposito del “cattivo” Trump: si dà il caso che sia il primo leader mondiale che si sta muovendo concretamente per proteggere i cristiani perseguitati, dimostrando che, a dispetto della passione per le pornostar e il “dinero”, è molto più cristiano del “Pampero” che siede in Vaticano:

https://www.antoniosocci.com/trump-in-difesa-dei-cristiani-perseguitati-bergoglio-contro-e-contro-litalia/

Guglielmo Picchi con Matteo Salvini

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