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Zeinab Sekanvaand e la lenta crocefissione delle donne islamiche.

La storia di Zeinab Sekanvaand è quella di milioni di ragazze del mondo islamico, che convolano a nozze ancora praticamente bambine, talvolta perfino con un sorriso di circostanza stampato sul volto, estorto grazie al sapiente lavaggio del cervello di genitori, che presentano quell’uomo tanto sgradevole come il loro futuro principe azzurro.

E invece poi si ritrovano nelle mani di un orco, che le fa vivere nel terrore delle botte e di continui stupri legalizzati, una “schiava – fattrice” utile a sole tre cose: al piacere frettoloso, alla riproduzione di altri futuri orchi o “schiave – fattrici” e a sopportare il ruolo di sacco da pugile dove l’orco può sfogare le sue frustrazioni.

Ma, una volta tanto, le cose non sono filate lisce per l’orco, perché Zeinab, pur essendo ancora minorenne, si è ribellata e lo ha ucciso, uccidendo simbolicamente tutti gli orchi che, nello stesso istante, stavano stuprando tante sue coetanee e perfino spose-bambine ancora più giovani.

E tutto questo, il Potere, quello stesso Potere che si spaccia come fondato sull’autorità di Dio, non glielo ha perdonato, non ha potuto assolutamente perdonarglielo, casomai a qualcuna passasse per la testa di seguire il suo esempio. Così, sordi agli appelli della Comunità Internazionale, i Santi Uomini Teocrati, che tiranneggiano con la povertà intellettuale quello che un tempo era l’epicentro di uno dei più grandi imperi della storia, hanno fatto giustiziare una Giovanna d’Arco senza armatura, ma rimasta sola col suo velo.

Un’Eroina che ha saputo porre fine all’oltraggio del suo onore con l’unico modo che le era consentito, in una “cultura” che non garantisce nessuna protezione legale per le donne vittime di abusi familiari: eliminare l’orco, eliminando così una tortura legalizzata che sarebbe potuta durare tutta la vita.

Ma, soprattutto, restaurare il proprio onore calpestato, smettendo di essere schiava per diventare Guerriera e Paladina di Giustizia. Una scelta che l’ha portata a subire maltrattamenti e perfino torture nel carcere, ma che l’ha trasformata in una “Fille Prodige” della resistenza delle donne islamiche contro un’oppressione ormai secolare.

https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/02/news/iran_giustiziata_la_sposa-bambina_che_uccise_il_marito-207986262/

Onore a Zeinab Sekanvaand!

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